TRACCE - Alaska IditaTrail Invitational

Roberto Ghidoni

               

Venerdì 10 ottobre 2014 ORE 21.00

PRESSO L’ISTITUTO COMPRENSIVO P. TIBALDI, VIA MANZONI 19, CANTU’(CO)

TRACCE - Alaska IditaTrail Invitational

con Roberto Ghidoni, un film di Marco Preti 

Ha vinto per cinque volte l’Idita Trail, la gara più lunga e massacrante del mondo fra le nevi e i ghiacci del nord Alaska, ha frantumato ogni record di velocità e resistenza, ma Roberto Ghidoni, il leggendario “lupo che corre”, come l’hanno soprannominato, dice che la vittoria più grande è quella che ha riportato su se stesso e confessa la sua religione: il suo profondo amore per la natura. 

locandina serata

programma completo 2014-2015


Note sull'autore

Nasce nel 1952 a Brescia ma dopo pochi anni, per motivi di lavoro del padre, si trasferisce con la famiglia a Milano. Le montagne dell’alta Val Trompia diventano presto la “via di fuga” dalla città.

L’amore per la montagna e la natura cresce a tal punto che Roberto, studente di Ingegneria del terzo anno, decide di cambiare vita scegliendo di aprire una piccola azienda agricola a Ludizzo di Bovegno.

Nel settore sportivo, nonostante l’impegno dell’attività lavorativa, riesce ad affermarsi a livello nazionale nello sci alpinismo. Nel 1999 viene a conoscenza, attraverso il biker e amico Willy Mulonia, che in Alaska, in pieno periodo invernale, si svolge una gara estrema...

La competizione, che si chiamava allora Iditasport Extreme (per la distanza di 560 km) e Iditasport Impossibile (nella versione completa di 1800 km), si snoda sul medesimo percorso dell’ Iditarod, la corsa con i cani da slitta più dura e famosa al mondo. I concorrenti possono partecipare come “runner”, come “biker” o con gli sci, hanno l’obbligo di procedere in completa autosufficienza. Nel febbraio del 2000 si iscrive come “runner” alla Idita Extreme, sulla distanza di 560 km, e subito arriva al terzo posto: il mal d’Alaska era iniziato. L’anno dopo, partecipa ancora sulla medesima distanza, facendo segnare il primo posto ex-equo. 

Seguono altre vittorie record sulla distanza di 1765 km con variante: succede anche che il sindaco di Nome l’abbia atteso al traguardo con una scolaresca di bambini. Il quotidiano “Anchorage Daily News” lo definisce l’ “alce italiano” (The Italian Moose) e, anche i telegiornali locali parlano dell’impresa; Roberto inaspettatamente diventa famoso tra la gente dell’Alaska. Gli amici lo battezzano “lupo che corre”. Una persona che ha scelto di vivere e lavorare in montagna ma, nel contempo, di dedicarsi allo sport con grandi imprese e alla solidarietà con un impegno a favore dei malati e dei carcerati.

“Volevo spiegare che nella mia storia non c’è soltanto la prestazione atletica: è stato anche un cammino dell’anima, in Alaska ho conosciuto la parte più profonda di me stesso. È il percorso di un uomo che, nella sofferenza, voleva toccare con mano l’essere più che l’avere. Dopo il rientro ho fatto molta fatica. Ho portato sulle spalle un "dopo" di gran peso, finché non ho capito la nuova opportunità che l’Alaska mi aveva dato: quella di trovare me stesso nell’incontro con gli altri. L’amore più intenso resta quello per la natura: in lei ho cercato le mie risposte. Per 31 anni le sono stato legato, sono diventato neve, vento, freddo, alberi”. 

Questa sera vedremo il film Tracce, di Marco Preti sulla sua impresa. 

Roberto Ghidoni ha pubblicato due libri: Il cammino del lupo nel 2006 e L’anima del lupo nel 2012.